LA RIBOLLA GIALLA – Caratteristiche delle tipologie di Ribolla Gialla

Origini e tipologie

La Ribolla Gialla è un altro vitigno sicuramente indigeno del Friuli,  a bacca bianca tipico delle colline orientali del Friuli Venezia Giulia e della ex Jugoslavia. Ribuele per i friulani. Rébula in sloveno, viene inizialmente coltivata quasi esclusivamente sulla fascia collinare, che, da Tarcento, arriva attraverso il Carso fino in Istria. Dal 2011, la specificazione “Ribolla Gialla di Rosazzo” è riservata ai vini ottenuti nella sottozona omonima che comprende parte dei comuni di Corno di Rosazzo, Manzano e San Giovanni al Natisone.

In questi ultimi anni si sta diffondendo anche in pianura.

Già nel XII secolo era nota ed apprezzata fra i vini friulani la “Rabiola” del Collio. Qualche autore ipotizza che il vitigno sia una derivazione dell’uva Avola importata dai romani durante la loro dominazione di queste terre, ma non esiste alcuna documentazione storica che possa avvalorare questa teoria.

Degli autoctoni è quello che vanta il documento più antico (1299). Oggi dà vita a vini interpretati in maniere diverse:

  • come bianco giovane: snello, con una freschezza piacevolissima. Naso delicato, immediato e fiorito che si mantiene anche al palato;
  • quindi ottenuto dalle macerazioni sulle bucce e poi affinato in botte, secondo la “scuola di Oslavia”, che dà vini impegnativi e profondi, fuori degli schemi usuali;
  • infine come ottima base spumante, grazie all’intuizione di un produttore di Corno di Rosazzo che nel 1987 uscì con la prima Ribolla gialla brut (ottenuta dopo anni di sperimentazione) utilizzando il
    metodo Charmat opportunamente rivisto. Spumante dalla schiuma compatta e sottile, perlage finissimo con ottima propensione all’invecchiamento. A partire da quell’esperienza, negli ultimi anni, diversi sono i vignaioli friulani che dalla Ribolla Gialla ottengono ottimi vini spumanti

Colore
Giallo paglierino, con deboli riflessi verdastri, più attenuati e con sfumature più dorate fino ad aranciate nelle versioni sottoposte ad affinamento in legno o sottoposte a più lunga macerazione.

I grappoli
I grappoli della Ribolla sono di piccole dimensioni, mediamente compatti, con acini schiacciati ai poli, di colore giallo alabastrino.

Odore
Il bouquet, nella sua complessità e discrezionale, ricorda il fiore d’acacia, di castagno e di rovere.

Gusto
Secco, citrino, con media gradazione alcolica, beverino, invitante.

Caratteristiche del vino
Dalle uve Ribolla vinificate in bianco si produce un vino giovane fresco, delicato e piacevole, con una acidità sempre vivace, dal gusto delicato e dal caratteristico aroma fruttato.
Il vino “maturo”, macerato e/o affinato in legno, dal colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli, diventa più impegnativo, con un sapore comunque asciutto e fresco, piacevolmente profumato.
La Ribolla Gialla Spumante elaborata con il metodo Charmat lungo, unisce freschezza e note fragranti, con una spuma fine e persistente, così come la grana delle bollicine che compongono il suo fine perlage

Accostamenti gastronomici
Ribolla giovane: aperitivo, antipasti e frittura di pesce. Perfetto sulle sarde del golfo di Trieste impanate e fritte e sulle ostriche e tartufi di mare (un’alternativa per coloro che non amassero la dolce carezza del Picolit). Pesce bianco in genere condito con l’olio extravergine Tergeste, “trasparenza” di baccalà e mozzarella di bufala, aringhe con il radicchio Rosa di Gorizia. Da servire fresca per sottolineare il suo nerbo: 8-10 °C.

Ribolla gialla macerata ed affinata in legno: Vino da minestre, soprattutto creme e vellutate, piatti impegnativi come orzo e fagioli, brodetti di pesce in rosso, paste con sugo di carne, fino alle carni bianche come gallina, coniglio o faraona al forno. Più complessa della versione giovane, chiede una temperatura tra i 10-12 °C ed un calice preciso e senza alternative, così come è nello stile del vino.
Ribolla gialla spumante: insuperabile da aperitivo e con il prosciutto crudo di Cormons, ma anche da tutto pasto, escludendo le carni rosse ed i dolci. Eccelle sugli antipasti e piatti di pesce. Delizioso, e da conversazione, a fine pasto.

Invecchiamento
Se “pensato” come vino giovane va bevuto entro due anni; affinato in legno ha una vita molto più lunga.

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